✖ Dangerous ✖

Lei è la ragazza con le cuffie nelle orecchie e il cellulare in mano. Una stella che non brilla. Quella ragazza sognatrice, ma con i piedi per terra. Quella timida, ma loquace. Quella ragazza, spontanea e poco femminile. Quella ragazza pessimista, ma sempre sorridente. Quella ragazza che apparentemente sembra una apposto. Lei è quella ragazza che se la fissi a lungo, probabilmente, abbassa lo sguardo. Quella ragazza rimasta oramai senza veri amici. Quella ragazza sensibile. Lei è quella ragazza che si salva da sola. Quella ragazza fredda e distaccata. Quella ragazza distratta, nel suo mondo. Lei è quella che nessuno ascolta. Lei è una contraddizione. Quella ragazza sono io, Alice. Benvenuti nel mio mondo.

Dobbiamo metterci in testa che, quando ci sveglieremo domani, non ci ritroveremo con delle gambe magrissime, con un sorriso smagliante, con i fianchi piccoli, con i capelli lunghi.

Dobbiamo metterci in testa che domani, quando ci sveglieremo non ci ritroveremo affianco la persona che abbiamo sempre amato.

Non ci ritroveremo tutti dieci in pagella.

Non ci ritroveremo tutti i nostri sogni realizzati al nostro risveglio.

Dobbiamo metterci in testa che, stando seduti in camera sul letto, a piangere, i sogni non si realizzano.

Che se vogliamo qualcuno, dobbiamo posare il telefono e andare da lui.

Che se vogliamo essere magre, dobbiamo smetterla di strafogarci.

Che se vogliamo bei voti, dobbiamo studiare.

Che dobbiamo asciugarci le lacrime e alzare il culo perchè i sogni non ci inseguono, dobbiamo essere noi a inseguire loro.

un-mare-di-guai (via un-mare-di-guai)
Ti sbagli io non sono sola. Faccio le feste con le mie insicurezze, cammino con le mie paure, discuto con i miei complessi e vivo con i miei demoni.restafortepiccolasoldatessa (via restafortepiccolasoldatessa)
Quei pomeriggi con quei cieli grigi, come cazzo li sconfiggi?Noyz Narcos. (via nonsorridermipiutiprego)

(via desolantepanoramaumano)

(Fonte: ali-di-cera)

Non c’è niente di peggio del troppo tardi.Charles Bukowski (via henry-charles-bukowski)

(Fonte: mophata)

"Come faccio a farmi accettare dagli altri?"

"Mh?"

"Eh prof. Sono un casino totale, non faccio bene niente…"

"Hai presente cosa dicevano no? Si vis amari, ama."

"Ma quella è una cazzata, non vuol dire niente."

"…Grazie al cazzo non vuol dire niente, se non sai che vuol dire"

"Se vuoi essere amato, devi amare. E che vuol dire?"

"Bene. Alessà, pausa caffè, che se ti faccio tradurre in questo stato diventa accanimento terapeutico."

"Ok…"

"E visto che ci siamo, lezione di etimologia 101, giusto perchè sennò non ti schiodi te dal puttanaio che hai in testa. Da dove viene la parola Amore?"

"Lo so!"

"Via il cronometro allora."

"Da A-Mors, senza morte, perchè è eterno!"

"Certo, se i latini avessero lavorato per i baci perugina, ti avrei dato pure ragione. Poetico, ma non vuol dire niente. Però per quanto sballato è vicino."

"Eh? Non viene da lì?"

"Na. Viene dal sanscrito. Kama. Stessa radice di Kama-sutra, presente?"

"Non è quel libro del sesso…?"

"Sssì. Quello magari te lo spiego n’altra volta che sennò t’incasini. Allora, Kama è il desiderio. Viscerale, assoluto, totalizzante, che ti trascina e ti fa risplendere dentro di passione. Non ha alcun valore temporale, non ha alcuna valenza introspettiva. E’ puro desiderio, che scollega il cervello e fa ragionare solamente con il cuore. Ci sei?"

"Mh mh."

"Bene. Da quanto facciamo lezione assieme?"

"Due anni?"

"Ecco. Ed in due anni che ti ho detto dei latini? Che se vogliono dire qualcosa…"

"…scelgono sempre le parole adatte."

"Esatto. Era gente semplice i latini, quindi non avevano voglia di mettersi ad interpretare troppo ciò che scrivevano. Se usano un tempo verbale, è perchè ha quello scopo in quel momento. Stesso per le parole. Se volevano dirti che Amare è una faccenda in cui ci metti la testa, usavano Diligere, che vuol dire scegliere l’oggetto della propria passione, letteralmente. Invece usano Amare, che vuol dire appassionarsi senza nessuna base razionale dietro. Ci sei?"

"Sì, e allora?"

"E allora, prendi quella frase. Si. Vis. Amari. Ama. Sai realmente che vuol dire?"

"Cosa?"

"Intanto è una cosa potenziale: Si. "Se." Nessuno ti obbliga, la prima parte è un’ipotesi che ti buttano lì. Se, ma non è che detto alla fine. Ma se proprio ti svegli un giorno e decidi, allora. Poi hai Vis. Vuoi. Volere per i latini è sempre un verbo a doppio taglio. Per loro ogni volta che uno vuole qualcosa, deve dare una contropartita in cambio, pagarne il prezzo. Erano affaristi in fondo, anche nella loro vita. Sapevano che i piatti della bilancia sono sempre due, e che se metti il peso su uno, devi mettere il peso sull’altra. Quindi già con queste due parole, ti stanno avvisando che c’è un prezzo da pagare. Se Vuoi… Allora paga. Ma se vuoi cosa? Non ti dicono "Se vuoi amare". Non è che ti stanno dando un consiglio immediato su come fare qualcosa. Il consiglio che ti danno, l’ipotesi, è tutta al passivo."

"…"

"Quindi ti stanno spiegando non come fare a muoverti per avere una cosa, ti stanno spiegando come fare se vuoi che qualcosa ti torni indietro. "Se vuoi essere amato." Un’azione tutta al passivo, Amari è un passivo, vuol dire che tu la subisci - positivo o negativo non importa, sempre subire è - quest’azione. E per questo ti mettono il se ed il vuoi all’inizio. Vuoi davvero essere amato? Vuoi prenderti questo peso sulle spalle? Alessandro, vuoi davvero rischiare così tanto?"

"…sì"

"Bene. Allora SE vuoi essere amato…"

"Ama."

"Eh."

"Ma che vuol dire?"

"Ora te lo spiego. Che tempo è Ama?"

"Pres…no, è imperativo."

"Esatto. E’ un fottuto ordine. Ti hanno dato il consiglio iniziale, e ti hanno messo implicita la domanda: vuoi davvero? Tu hai risposto sì. Ed allora Ama. Non è un qualcosa che puoi fare. All’inizio ti hanno buttato il presente, Vis, non Vellem, non Velim. Non è un "nel caso tu volessi…" è proprio "Se te, ora, in questo preciso momento, da adesso in poi, VUOI essere Amato, allora Ama." Nessuna via di mezzo, nessuno spazio temporale, nè spazio di manovra. Non è un contentino nè una soluzione di comodo. E’ un maledetto ordine, e te lo devi eseguire. Chiaro?"

"Sì."

"Ha un complemento questo imperativo?"

"No?"

"No, non ce l’ha. E non è neanche sottointeso. Non è un "ama gli altri". Se ne fottevano degli altri i latini in questo genere di situazioni, non si facevano pippe mentali come ce le facevamo noi Alessandro. Ti dicono Ama. E la prima cosa che questo imperativo implica, è l’universalità. E l’universale per i latini, piccoli adorabili bastardi egocentrici, parte da noi. Quindi se proprio ti piglia che un giorno ti svegli e dici che vuoi essere amato, devi iniziare ad amare te stesso. Tutto qui. Nessun giro di parole. Sta tutto in quella frase, che non è una cazzata. Può essere impossibile, ma è anche vera. Sai perchè è vera?"

"Perchè?"

"Perchè quando tu parli di qualcosa che ami, in cui hai messo tutta la tua passione, tutto il tuo desiderio, tu - come chiunque - ti illumini. Se parli della tua squadra di calcio, se parli di un cantante, se parli di una ragazza… Brilli. Perchè? Perchè ami ciò di cui parli. E quindi lo stesso oggetto del tuo amore agli occhi degli altri sarà più facile da amare, perchè l’hai reso te degno di tale attenzione. Quindi se vuoi che gli altri ti amino, devi iniziare a considerare te stesso da amare. In modo tale che parlando di te agli altri, o mostrandoti agli altri, tu possa risultare da amare. E’ tutto qui il senso di "Si vis amari, Ama." Domande?"

"No, Prof."

"Bene. Ora fai resuscitare quel povero Cicerone, sennò domani l’unica cosa che riuscirai ad amare in classe sarà la speranza di non essere interrogato"

(che noi sfigati si lavora anche il giorno della Befana)

Malkavian Madness Network:   (via petalidime)
Bisogna imparare a dire addio.
Bisogna imparare a capire quando è il momento di andarsene.
Bisogna lasciarsi le persone e i ricordi alle spalle.
Qualche volta bisogna semplicemente andarsene.

-creep- (via -creep-)

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(via hovogliadelletuelabbra)

🌙

(via dichiaratasanaespeditanelmondo)

(via nonvoglioperdertineoranemai)
Achluofobia: Paura del buio.
Acousticofobia: Paura dei rumori.
Acrofobia: Paura dell’altezza.
Acrofobia: paura dei luoghi alti
Aeroacrofobia: Paura di posti alti e aperti.
Aerofobia: Paura di volare
Agliofobia: Paura del dolore.
Agorafobia: Paura di trovarsi in posti pubblici affollati.
Agrizoofobia: Paura degli animali selvatici.
Aichmofobia: Paura degli aghi o degli oggetti appuntiti.
Ailurofobia: Paura dei gatti.
Algofobia: Paura ossessiva di soffrire.
Allodoxafobia: Paura delle opinioni.
Amartofobia: Paura di sbagliare
Amychofobia: Paura dei graffi
Androfobia: Paura degli uomini.
Anginofobia: Paura di soffocare.
Angrofobia: Paura di avere fame.
Anthropofobia: Paura della gente o della società.
Anuptafobia: Paura di rimanere soli.
Apeirofobia: Paura dell’infinito.
Aphenphosmfobia: Paura di essere toccati.
Arachnefobia o Arachnofobia: Paura dei ragni.
Asthenofobia: Paura di svenire o di sentirsi deboli.
Astrafobia o Astrapofobia o Brontofobia : Paura di tuoni e fulmini.
Astrofobia: Paura delle stelle e dello spazio celeste.
Atefobia: Paura delle rovine.
Atelofobia: Paura dell’imperfezione.
Athazagorafobia: Paura di essere dimenticati o ignorati.
Atychifobia: Paura di fallire.
Autodysomofobia: Paura di chi puzza.
Basofobia o Basifobia: Paura di camminare o cadere.
Bathofobia: Paura della profondità.
Bibliofobia: Paura dei libri.
Cardiofobia: Paura del cuore.
Catagelofobia: Paura di essere ridicolizzati.
Catoptrofobia: Paura degli specchi.
Cheimafobia o Cheimatofobia: Paura del freddo.
Cherofobia: Paura della felicità.
Chionofobia: Paura della neve.
Chiraptofobia: Paura di essere toccati.
Cholerofobia: Paura della rabbia.
Claustrofobia: Paura di spazi chiusi.
Coulrofobia: Paura dei clown.
Decidofobia: Paura di prendere decisioni.
Dementofobia: Paura della follia.
Demonofobia o Daemonofobia: Paura dei demoni.
Didaskaleinofobia: Paura di andare a scuola.
Dutchfobia: Paura dei tedeschi.
Ecclesiofobia: Paura delle chiese.
Ecofobia: Paura di restare soli in casa.
Eisoptrofobia: Paura di vedersi allo specchio.
Eleutherofobia: Paura della libertà.
Eosofobia: Paura dell’alba.
Ephebifobia: Paura dei teenagers.
Eremofobia: Paura di essere se stessi.
Ereuthrofobia: Paura di arrossire.
Fasmofobia: paura dei fantasmi
Fonofobia: paura dei suoni
Frigofobia: Paura del freddo, delle cose fredde.
Geliofobia: Paura della risata.
Gerascofobia: Paura di invecchiare.
Gnosiofobia: Paura di conoscere.
Heliofobia: Paura del sole.
Homichlofobia: Paura della nebbia.
Hominofobia: Paura degli uomini.
Homofobia: Paura dell’uguaglianza, monotonia o dell’omosessualità o di diventare omosessuale.
Hylofobia: Paura dei boschi.
idrofobia: paura dell’acqua.
Kakorrhaphiofobia: Paura di fallire o di essere sconfitti.
Logizomechanofobia: Paura dei computer.
Logofobia: Paura delle parole.
Lygofobia: Paura dell’oscurità.
Macrofobia: Paura di aspettare a lungo.
Maniafobia: Paura della follia.
Melofobia: Paura della musica.
Metathesiofobia: Paura dei cambiamenti.
Metrofobia: Paura della poesia.
Mnemofobia: Paura dei ricordi.
Myctofobia: Paura dell’oscurità.
Nephofobia: Paura delle nuvole.
Noctifobia: Paura della notte.
Nomatofobia: Paura dei nomi.
Nosocomefobia: Paura degli ospedali.
Nostofobia: Paura di tornare a casa.
Oneirofobia: Paura dei sogni.
Onomatofobia: Paura di sentire una certa parola o un certo nome.
Ophthalmofobia: Paura di essere guardati.
Ouranofobia: Paura del paradiso.
Panofobia o Patofobia: Paura di tutto.
Patofobia: Paura del ghiaccio o della brina.
Peniafobia: Paura della povertà.
Philofobia: Paura di innamorarsi o essere innamorati.
Pluviofobia: Paura della pioggia.
Pocrescofobia: Paura di ingrassare.
Potamofobia: Paura dei fiumi o dell’acqua corrente.
Psychrofobia: Paura del freddo.
Pyrofobia: Paura del fuoco.
Samhainofobia: Paura di Halloween.
Satanofobia: Paura di Satana.
Scopofobia: paura di essere guardati e osservati
Scotofobia: Paura dell’oscurità (Achluofobia).
Scotomafobia: Paura della cecità.
Selenofobia: Paura della luna.
Siderofobia: Paura delle stelle.
Somnifobia: Paura di dormire.
Sophofobia: Paura di imparare.
Spacefobia: Paura dello spazio.
Spettrofobia: paura di vedersi allo specchio
Telephonofobia: Paura dei telefoni.
Traumatofobia: Paura di ferirsi.
Uranofobia: Paura del paradiso.
Xenofobia: Paura di sconosciuti o stranieri.
Zelofobia: Paura della gelosia.
Zoofobia: Paura degli animali.
(via youareadonut)